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“Common Ground”: si è aperta la Biennale Architettura 2012 di Venezia

“Common Ground”: si è aperta la Biennale Architettura 2012 di Venezia

In questi giorni si è aperta a Venezia la 13a Mostra Internazionale di Architettura: diretta per questa edizione dal celebre architetto britannico David Chipperfield e intitolata Common Ground, resterà visibile al pubblico presso l’Arsenale e i Giardini della Biennale fino al 25 novembre.

Divenuta nel corso degli anni un appuntamento immancabile, la Mostra concepita da Chipperfield, distribuita su 10mila metri quadri in un unico percorso espositivo dal Padiglione Centrale ai Giardini all’Arsenale, comprende 69 progetti realizzati da architetti, fotografi, artisti, critici e studiosi. Molti di loro hanno risposto all’invito del curatore presentando proposte originali e installazioni create espressamente per questa Biennale, coinvolgendo nel proprio progetto altri colleghi con i quali condividono un Common Ground119 in tutto i nominativi presenti da tutto il mondo per la manifestazione con 55 partecipazioni nazionali distribuite, come di consueto, negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia.
 
 
David Chipperfield chiarisce di aver scelto questo tema per “stimolare i colleghi a reagire alle prevalenti tendenze professionali e culturali del nostro tempo che tanto risalto danno alle azioni individuali e isolate. Ho voluto incoraggiarli a dimostrare, invece, l’importanza dell’influenza e della continuità dell’impegno culturale, a illustrare idee comuni e condivise le quali costituiscono la base di una cultura architettonica. Common Ground, il terreno comune, ci incita ad ammettere quelle ispirazioni e influenze che dovrebbero, a mio avviso, caratterizzare la nostra professione. Questa locuzione serve inoltre a educare l’attenzione rivolta alla città, nostra area di competenza e attività, ma anche realtà creata in collaborazione con ogni cittadino e con i molti partecipanti al processo di costruzione. La disciplina dell’architettura implica problematiche diverse, spesso contraddittorie, ma sono convinto che abbiamo idee e visioni comuni confermabili per mezzo dell’architettura stessa. Common Ground ci invita a scoprire queste idee condivise partendo dalle nostre singole posizioni di differenza.” “L’Italia rimane la patria spirituale dell’architettura” – riflette Chipperfield. “È qui che si può comprendere pienamente l’importanza dell’edificio non come spettacolo individuale, bensì come manifestazione di valori collettivi e scenario della vita quotidiana.”
 
 
Nella giornata inaugurale del 29 agosto si è svolta la cerimonia di premiazione, con la consegna dei riconoscimenti ufficiali assegnati dalla giuria internazionale composta da Wiel Arets (Olanda),Kristin Feireiss (Germania), Robert A.M. Stern (USA), Benedetta Tagliabue (Italia), Alan Yentob(Gran Bretagna).
 

Il Leone d’oro per la miglior Partecipazione nazionale, in grado di catturare al meglio lo spirito diCommon Ground, è stato assegnato al Padiglione giapponesedenominato Architecture possible here? Home-for-All, nel quale uno dei maggiori architetti internazionali,Toyo Ito, ha collaborato con architetti più giovani e con la comunità locale per affrontare in modo pratico e inventivo la progettazione di un nuovo centro per una regione devastata da una catastrofe nazionale. Straordinarie la presentazione e il racconto nel padiglione, ampiamente accessibili a un vasto pubblico, con un fortissimo impatto umano ed emotivo che ha colpito la giuria.

 
Il Leone d’oro per il miglior progetto rappresentante il tema di Common Ground è andato aTorre David / Gran Horizonte di Justin McGuirk e Urban-Think Tank (Alfredo Brillenbourg, Hubert Klumpner) e agli abitanti di Caracas e alle loro famiglie che hanno creato una nuova comunità e una casa a partire da un edificio abbandonato e incompiuto.

 

Si è aggiudicato il Leone d’Argento il promettente studio emergente Grafton Architects (Yvonne Farrell e Shelley McNamara) per la loro notevole presentazione di un nuovo campus universitario a Lima, che si ricollega alle idee di Paulo Mendes da Rocha. Le menzioni speciali sono state assegnate ai padiglioni di PoloniaRussia e Stati Uniti e all’installazione firmata dall’italiano Cino Zucchi, un’opera che “vuole richiamare la complessa rete di relazioni che modellano il nostro ambiente fisico”, rappresentando in modo esemplare il tema onnicomprensivo della MostraCommon Ground. Al maestro portoghese Alvaro Siza Vieira, infine, è andato il Leone d’Oro alla carriera attribuito dal Cda della Biennale di Venezia su proposta del Direttore David Chipperfield.